Le unità di carico (UDC, in inglese load unit) giocano un ruolo cruciale nella gestione efficiente della logistica di magazzino. Senza UDC in magazzino, ogni reparto rischierebbe di ragionare con unità diverse dal peso e grandezza variabili (pezzi, bancali, colli, …), movimentare i pezzi singoli moltiplicando le operazioni, operare con spazi non ottimizzati o tracciare gli articoli senza metodo. Queste unità operative logistiche, infatti, portano maggiore standardizzazione, tracciabilità, efficienza nella movimentazione e sicurezza. In questo articolo, Alessandro Riccio, Software Developer di Stesi specializzato in logistica di magazzino, ci spiegherà la definizione, il significato, le tipologie e i vantaggi delle unità di carico, fornendo informazioni utili sia per i professionisti del settore Supply Chain, che per le aziende che desiderano migliorare le proprie operazioni logistiche.


Unità di Carico (UDC): definizione e significato
L’unità di carico (UdC) in logistica è un raggruppamento standardizzato di merci, imballate su un supporto (es.: pallet, …), gestito come entità singola per facilitare movimentazione, stoccaggio e trasporto. Si tratta di un concetto fondamentale nella supply chain, poiché facilita l’organizzazione e l’efficienza nelle operazioni di stoccaggio, trasporto e distribuzione. In termini pratici, le unità di carico possono assumere diverse forme, come pallet o scatole.
Ragionare in termini di unità di carico permette, ad esempio, di movimentare un intero pallet con un’unica operazione di carico/scarico anziché spostare manualmente decine di colli, oppure di stoccare una UdC logistica in una specifica ubicazione di magazzino come se fosse un unico oggetto, semplificando inventario e tracciabilità.
“A livello informativo,” spiega Alessandro Riccio “le unità di carico sono quelle entità che nei software WMS di gestione del magazzino (Warehouse Management System) rappresentano non tanto le ubicazioni fisse stabilite in fase di mappatura di magazzino, bensì i “contenitori” mobili, che possono essere scatole, ceste, silos o nella maggior parte dei casi bancali di vario tipo”. Esattamente come per le ubicazioni di magazzino, per ogni UdC è necessario tracciare un codice identificativo, il contenuto e lo stato di disponibilità, oltre che l’ubicazione in cui l’UDC è contenuta.
Tipologie di Unità di Carico
Classificazione per tipologia
Le unità di carico si classificano in diverse categorie a seconda del tipo di merce, del sistema di movimentazione e del mezzo di trasporto. Le principali tipologie includono:
- unità di carico pallettizzate, come pallet standard, casse pallet o gabbie pallet;
- unità di carico contenitorizzate, come i container ISO e le casse mobili;
- unità di carico in contenitori logistici, come cassoni, cassette o contenitori metallici;
- unità di carico non pallettizzate, come bobine, fusti o big bag movimentati come singola entità.
Classificazione per livelli
In logistica si parla anche di livelli di unità di carico:
- UdC di primo livello: l’unità di carico logistica più piccola, generalmente composta da colli o scatole impilate su un pallet;
- UdC di secondo livello: un raggruppamento di più UdC di primo livello, come più pallet imballati insieme su un altro supporto o in un contenitore;
- UdC di terzo livello: aggregazioni di più UdC di secondo livello, spesso movimentate come un’unica entità durante il trasporto intermodale o in grandi magazzini di distribuzione.
In termini pratici, le unità di carico possono assumere diverse forme a seconda di vari aspetti, ma il principio resta invariato: trasformare un insieme di prodotti in un’entità logistica unica, più semplice da gestire, controllare e movimentare lungo tutta la catena di fornitura.


Vantaggi delle Unità di Carico
Ragionare in termini di unità di carico consente di trasformare un insieme di prodotti in un’unica entità logistica, semplificando la gestione operativa lungo tutta la catena di fornitura. In magazzino, ad esempio, spostare un pallet completo con un carrello elevatore è più rapido ed efficiente che movimentare singoli colli uno alla volta; allo stesso modo, stoccare una UdC in una specifica ubicazione permette di sapere immediatamente dove si trova un intero lotto di merce. Nel trasporto, container e pallet standardizzati facilitano il carico sui mezzi e l’ottimizzazione degli spazi disponibili. I principali benefici delle unità di carico sono:
- maggiore standardizzazione: il ragionamento per aggregazione permette una gestione semplificata di entità logistiche facilmente identificabili e movimentabili;
- supporto all’automazione, perché i sistemi di stoccaggio e movimentazione automatica e semi-automatica (come trasloelevatori, AGV o sorter) lavorano su carichi uniformi e prevedibili;
- maggiore efficienza operativa, perché si riduce il numero di operazioni di movimentazione (un pallet invece di decine di scatole);
- migliore utilizzo dello spazio, sia in magazzino sia sui mezzi di trasporto;
- tracciabilità più semplice, poiché l’intera UdC logistica può essere associata a un’ubicazione, a un ordine o a un lotto.
Unità di Carico in magazzino: come identificarle con codici univoci
“Nel software WMS di magazzino (come il nostro silwa), le UdC logistiche possono essere identificate con codici di diverso tipo” spiega Alessandro, come:
- utilizzando codici univoci interni (generati dal WMS o in base a un criterio personalizzato dell’impianto), che devono essere brevi e adatti per le movimentazioni interne o per bancali in uscita che non richiedono etichette leggibili dai clienti;
- utilizzando codici compatibili con lo standard GS1.
Ma cos’è lo standard GS1? “Il codice GS1 (EAN, GTIN, …) è uno standard internazionale che definisce regole condivise per identificare prodotti, pallet e strutture logistiche tramite codici a barre univoci tra aziende diverse.” continua il nostro Software Developer. Un barcode GS1 può contenere al suo interno:
- il codice SSCC (Serial Shipping Container Code) di un’UdC, composto da 18 cifre che identifica l’unità logistica lungo tutta la catena di fornitura;
- il codice dell’articolo contenuto al suo interno;
- il codice del lotto di produzione (codice alfanumerico);
- la data di scadenza;
- innumerevoli altre informazioni previste dallo standard GS1.


“Il vantaggio dell’utilizzo dei codici a barre è, tra le altre cose, una notevole velocizzazione del lavoro”. Scansionando da terminale il codice applicato all’unità di carico logistica, si può sempre interrogarne il contenuto, verificare se il materiale risulta assegnato a una spedizione e utilizzare l’UdC in una qualunque delle molteplici funzioni che la possono coinvolgere (picking, stoccaggio, imballo). Nell’immagine sopra riportata è possibile osservare un’etichetta logistica con diversi codici a barre GS1, ciascuno corredato dal proprio prefisso (Application Identifier), che identificano il prodotto, il lotto, la quantità contenuta e l’unità logistica tramite SSCC. Per saperne di più consulta questa guida ai codici GS1 (EAN, GTIN) e SSCC.
“Il fatto che il nostro WMS sia in grado di interpretare questi barcode ci permette di leggere tutte le informazioni con un’unica lettura.” spiega Alessandro Riccio. “Supponiamo di dover accettare un bancale che è appena stato consegnato: se il fornitore ha apposto un’etichetta con un barcode GS1 riportante tutte le informazioni necessarie, dalla funzione di entrata merce di silwa l’operatore potrà leggerlo e vedrà autocompilarsi i campi UdC, articolo, lotto e scadenza“.


Creare una nuova Unità di Carico (UDC)
Le unità di carico possono essere create nel WMS secondo due modalità principali.
La prima consiste nella creazione interna dell’UdC direttamente dal software WMS, tipicamente durante le operazioni di magazzino. Ad esempio, quando un operatore esegue il picking di un ordine e deposita la merce su un pallet, può richiedere dalla stessa funzione di picking la creazione di una nuova unità di carico logistica. Il WMS assegna automaticamente un codice identificativo e avvia la stampa dell’etichetta, consentendo all’operatore di proseguire immediatamente con le attività successive. Lo stesso meccanismo si applica a tutte le funzioni operative che prevedono l’utilizzo di un’UdC logistica.
La seconda modalità prevede l’importazione delle unità di carico da sistemi esterni, come ERP, MES o altri software integrati. In questo caso, il WMS riceve non solo il codice dell’unità di carico, ma anche le informazioni sul contenuto e sulle caratteristiche associate. Questo flusso è particolarmente rilevante nei contesti in cui il WMS ha il compito di governare la movimentazione e la spedizione dei pallet prodotti internamente, garantendo coerenza e continuità informativa tra produzione e logistica.
Gestire le Unità di Carico in produzione e magazzino: il caso studio Alpla


Grazie alla disponibilità completa di questi dati, il WMS è in grado di gestire in autonomia la complessità operativa, fornendo agli operatori istruzioni precise e puntuali tramite la funzione di guida assistita dei mezzi, chiamata FGS (Forklift Guidance System). Questa funzionalità permette di guidare gli operatori passo passo nell’esecuzione delle missioni: all’interno del terminale (tablet) assegnato al loro dispositivo di movimentazione, figurano indicazioni precise sul task da eseguire (ad esempio: “preleva il pallet X dall’ubicazione A e portalo all’ubicazione B“), garantendo una gestione delle unità di carico di magazzino conforme alle regole logistiche del cliente e tempi decisionali immediati anche in contesti produttivi ad alta intensità.
Definire le Udc per efficientare la logistica
Il modo di definire delle unità di carico (Udc) dipende dalle logiche operative del magazzino e dai processi specifici di ogni azienda. Stabilire cosa costituisce una UdC, come viene identificata e come viene movimentata è una scelta che va fatta a priori, in funzione delle esigenze di stoccaggio, produzione e spedizione.
Per questo non esiste una configurazione valida per tutti: una corretta modellazione delle unità di carico è il primo passo per rendere efficaci strumenti come WMS (Warehouse Management System), MES (Manufacturing Execution System) e sistemi FGS (Forklift Guidance System). Se non sai da dove iniziare o vuoi verificare la coerenza del tuo modello logistico, conosciamoci. Offriamo consulenze mirate per definire le logiche e i processi più adatti alla tua realtà.
FAQ
Cos’è l’unità di carico (UDC) nel magazzino?
È un insieme standardizzato di merci, creato e gestito come un’unica entità per semplificare le operazioni di stoccaggio, prelievo e movimentazione all’interno del magazzino.
L’UDC è sempre a movimentazione manuale?
No, l’unità di carico può essere movimentata manualmente oppure tramite mezzi meccanici o automatici, come carrelli elevatori, trasloelevatori, AGV o sistemi robotizzati.
L’unità di carico può essere costituita da un container?
Il container è più tipicamente considerato un’unità di trasporto (o Unità di Trasporto Intermodale – UTI), che può contenere una o più unità di carico (UdC) di magazzino al suo interno.
UDC Unità di carico e UTI unità di trasporto: qual è la differenza?
Le unità di carico (UdC) sono raggruppamenti di merci su pallet o in colli, progettati per la movimentazione e lo stoccaggio efficiente. Le unità di trasporto (UTI) sono contenitori standardizzati per trasporto intermodale (container, casse mobili, semirimorchi, …) che viaggiano tra mezzi diversi. Più unità di carico possono costituire un’unità di trasporto.




