Il consignment stock, o magazzino in conto deposito, è un accordo commerciale in cui un’azienda affida i propri prodotti al magazzino di un cliente, mantenendone la proprietà fino al momento del prelievo o della vendita. È quindi un modello organizzativo che porta svariati vantaggi per entrambe le parti, ma che introduce allo stesso tempo delle complessità se non viene gestito con le giuste pratiche. In questo articolo la nostra Software Developer specializzata in flussi logistici, Elisa Modolo, ci spiegherà il concetto di consignment stock, tutti i suoi vantaggi e svantaggi e ci racconterà a fondo un esempio reale di gestione di un magazzino conto deposito portato avanti da lei e il suo team di sviluppo.

Cos’è il Consignment Stock e come funziona

Il consignment stock (o merce in conto deposito) è un modello logistico in cui un’azienda (proprietario) affida la propria merce a un acquirente o operatore logistico terzo (depositario), che la tiene in custodia e ne gestisce logistica, stoccaggio e movimentazioni. L’owner dello stock mantiene la proprietà delle merci fino a quando non vengono effettivamente vendute dal cliente. In estrema sintesi:

  • il depositario gestisce ricevimento, stoccaggio e movimentazione;
  • il proprietario della merce ne mantiene la titolarità fino al prelievo o al consumo da parte dell’acquirente finale o della vendita nel caso di retail.

“È un modello organizzativo vantaggioso” spiega Elisa, “da un lato per tutte quelle aziende che preferiscono affidare la logistica di certa merce a un operatore terzo; dall’altro per tutte quelle realtà che hanno dello spazio in magazzino da sfruttare e che vogliono diversificare il business”. Il consignment stock si inserisce perfettamente nel paradigma del LaaS (Logistics as a Service), un modello emergente che sta rivoluzionando la supply chain globale. Così come il SaaS (Software as a Service) ha trasformato l’IT eliminando la necessità di infrastrutture proprietarie, il LaaS applica lo stesso principio alla logistica: le aziende accedono a servizi logistici avanzati senza dover investire in magazzini, personale o tecnologie.

Flusso merce in conto deposito: 1 firma contratto > 2 l'owner consegna la merce > 3 il depositario ne gestisce la logistica > 4 pagamento alla vendita/consumo

Il funzionamento si basa su un contratto che definisce le condizioni di utilizzo delle merci depositate, i termini di pagamento e le responsabilità di ciascuna parte. La gestione della merce in conto deposito è molto diffusa in settori come:

  • distribuzione retail;
  • supply chain multinazionali;
  • e-commerce;
  • produzione con outsourcing logistico.

Quali sono i vantaggi del magazzino conto deposito?

Adottare un sistema di consignment stock offre numerosi vantaggi strategici, sia per il proprietario della merce, sia per il depositario.

Vantaggi per il proprietario (affidante)

  • minori investimenti: in infrastrutture fisiche per lo stoccaggio e movimentazione, personale logistico, carrelli e sistemi IT;
  • maggiore flessibilità: per gestire meglio picchi stagionali ed espandersi in nuovi mercati senza necessariamente aprire nuovi magazzini;
  • focus sul core business: l’azienda può concentrarsi su produzione, vendite e marketing, delegando le complessità logistiche a terzi.

Vantaggi per l’acquirente (depositario merce)

  • riduzione dei costi operativi: l’acquirente può ricevere la merce senza acquistarla immediatamente, pagandola solo dopo il suo effettivo consumo (in produzione) o vendita (nel retail);
  • riduzione drastica del lead time di rifornimento: avendo già merce/componenti a stock, l’acquirente può evadere ordini più rapidamente verso i propri clienti;
  • sfruttamento totale di spazi vuoti in magazzino: mettendo a profitto un asset che è già lì ma non viene utilizzato appieno;
  • diversificazione del business e incremento delle fonti di introito.

Si può dire che questo sistema semplifica la gestione della Supply Chain, minimizzando la necessità di gestire grandi volumi di inventario e snellendo i processi logistici.

“Con una gestione più efficiente dell’inventario, le aziende possono ridurre i livelli di stock dal 10% al 30%, sbloccando liquidità immediata e riducendo drasticamente le svalutazioni delle merci.” ⁓ McKinsey

Quali sono i rischi del magazzino conto deposito e come evitarli?

Gestire correttamente la merce in conto deposito non è banale. “Il consignment stock introduce delle complessità dal punto di vista operativo, contabile e contrattuale che, dipendentemente dal modo in cui vengono arginate, possono determinare il successo o il fallimento del modello” sottolinea Elisa Modolo. La nostra Software Developer ci ha elencato tutti gli aspetti da tenere a mente.

1. Tracciabilità e separazione delle merci

È fondamentale garantire una separazione sia fisica che logica delle merci affinché lo stock dei diversi fornitori sia chiaramente identificabile e attribuibile. Elisa spiega: “Dal punto di vista fisico, è spesso necessario avere delle ubicazioni specifiche in magazzino da assegnare allo stock dell’uno o all’altro proprietario. Dal punto di vista logico, invece, vanno gestite movimentazioni e operazioni differenziate. Teniamo a mente che l’acquirente arriva a ospitare nel proprio magazzino merce non propria e stock di fornitori diversi, ciascuno potenzialmente con i propri vincoli, priorità, scadenze, ecc…”.

Una gestione certamente complessa, quindi, che se non viene delegata a un software di gestione specializzato come un Warehouse Management System (WMS), rischia di portare errori, obsolescenze e penali. Un errore tipico è fare una commistione tra stock di fornitori diversi, dove per la merce di ogni singolo proprietario vanno invece gestiti separatamente:

  • visibilità per singolo affidante;
  • lotti, seriali, scadenze.

Come lo fa un software WMS di magazzino? “Grazie alla mappatura per ogni ubicazione, l’utilizzo di codici barcode e tag RFID, un WMS può registrare ogni singolo movimento merce in tempo reale, senza quindi confondersi tra tutti i flussi differenziati e senza commettere errori” spiega Elisa.

2. Allineamento inventariale

“Un altro aspetto importante è l’allineamento dell’inventario” continua Elisa, “cioè la corrispondenza tra la giacenza in magazzino e il dato sul sistema informativo del dell’operatore logistico. Di conseguenza anche la giacenza nei sistemi software del proprietario deve essere sempre aggiornata, tipicamente tramite integrazione automatica (API/EDI) con il WMS del depositario o accesso in visualizzazione alle giacenze real-time”.

Serve un controllo rigoroso tra stock fisico e stock contabile dell’owner, altrimenti si rischiano errori operativi, errori durante il picking, registrazioni incomplete, problemi di integrazione tra sistemi che non si parlano, ecc… Per evitare questi disallineamenti di giacenza, occorrono degli accorgimenti particolari. In particolare, processi metodici, come:

  • inventari ciclici,
  • riconciliazioni periodiche,
  • audit condivisi.

 3. Integrazione informativa

“Il successo di un modello operativo con magazzino conto deposito dipende fortemente dalla qualità della comunicazione e scambio dati tra il proprietario affidante e il depositario logistico.” evidenzia la nostra Software Developer. Il depositario merce deve poter:

  • consultare giacenze in tempo reale,
  • inviare ordini,
  • ricevere conferme.

Problemi frequenti che si riscontrano quando si effettuano integrazioni fragili o manuali (come con fogli excel, fogli di carta, …), sono perlopiù errori e ritardi nella gestione delle scorte e delle spedizioni. Per questo motivo è fondamentale assicurarsi che vengano integrati in maniera robusta i software gestionali di entrambe le parti coinvolte, in particolare il WMS di magazzino dell’operatore logistico terzo, con l’ERP, il TMS e piattaforme e-commerce.

4. Gestione contrattuale e ripartizione responsabilità

Poiché la merce si trova fisicamente nel magazzino dell’acquirente (o del partner logistico) ma la proprietà resta del proprietario, il contratto deve definire i confini legali e operativi in modo chirurgico. I punti critici da normare includono:

  • rischio di perimento e danni: chi risponde finanziariamente in caso di furto, incendio, deterioramento o differenze inventariali? È fondamentale stabilire le franchigie e le modalità di rivalsa;
  • livelli di servizio (SLA): definire con precisione i tempi massimi di accettazione della merce, i vincoli di stoccaggio (es. temperatura controllata) e le priorità di prelievo;
  • modelli di tariffazione logistica: la complessità del conto deposito merci conto terzi richiede accordi chiari sulle modalità di fatturazione. I costi possono essere calcolati: a pallet/posto pallet (occupazione dello spazio a terra o a scaffale); a riga d’ordine o a operazione (costo legato alle attività di picking e handling).

Il consiglio di Elisa: “Gestire queste variabili contrattuali su carta o Excel espone entrambe le parti a contenziosi. Un software WMS evoluto permette di storicizzare ogni movimento e automatizzare il calcolo delle tariffe di handling/stoccaggio che il depositario addebita all’owner (o viceversa, nei modelli pay-per-use)”.

Un aspetto critico spesso sottovalutato è che il proprietario mantiene la proprietà giuridica della merce, ma ne perde il controllo fisico. Questo genera un vuoto assicurativo se non gestito contrattualmente. È fondamentale definire:

  • copertura assicurativa: chi stipula la polizza sul magazzino?
  • inventari periodici condivisi (es.: frequenza minima trimestrale);
  • procedure di contestazione: cosa succede se il depositario dichiara merce mancante?

operatore movimenta merce in conto deposito separata "logicamente" dal software WMS di Stesi

Caso studio Alce Nero: monetizzazione degli spazi e regia multi-cliente WMS per merce conto deposito

Il caso di Alce Nero dimostra come il consignment stock possa trasformarsi da necessità logistica pure a una leva strategica di business. L’azienda ha sfruttato i propri spazi di magazzino inutilizzati mettendoli a disposizione di vari committenti (affidanti) sia in ambito B2B che B2C (inclusa la logistica per i punti vendita).

La nostra Software Developer Elisa Modolo ha seguito il progetto in prima persona, guidando il cliente passo passo. Il successo dell’operazione poggia sulle funzionalità “multi-cliente native” del loro WMS silwa, che risolve le principali sfide operative del modello:

  1. Segregazione delle merci e tracciabilità totale.
    Per garantire la massima affidabilità agli affidanti, Alce Nero adotta un modello ibrido di separazione fisica (assegnazione di intere aree e ubicazioni di magazzino dedicate a determinati fornitori) e logica (gestione anagrafica proprietaria rigorosa con parametri personalizzati per tracciare unità logistiche come UDC, pallet o colli, lotti, governando le logiche di rotazione FIFO/FEFO).
  2. Riconciliazione inventariale automatica contro i disallineamenti.
    La precisione dello stock in tempo reale viene garantita tramite barcode durante le fasi di inbound e outbound. Per azzerare i disallineamenti con i clienti, Alce Nero applica inventari ciclici e controlli a campione, supportati da un sistema di e-mail automatiche che invia periodicamente i riepiloghi di giacenza aggiornati a ciascun affidante.
  3. Controllo dei costi, business intelligence e reportistica.
    Il WMS di Alce Nero offre dashboard con la visualizzazione in tempo reale dei costi e dei KPI del conto deposito, calcolando le tariffe in base alle ubicazioni occupate in un determinato intervallo di tempo.
  4. Integrazione E-commerce e omnicanalità.
    Grazie a interfacce API evolute o personalizzazioni ad hoc per sistemi legacy, il magazzino dialoga nativamente con gli ERP, TMS e le piattaforme e-commerce (Shopify, …), automatizzando i processi di picking e pianificazione dei flussi di e-logistics.

Alce Nero ha un portale personalizzato all’interno del proprio WMS, dal quale ha accesso a tutte le anagrafiche del conto deposito (articoli, aziende, clienti/fornitori aziende, clienti conto deposito, distinta base) attraverso un menù a tendina dall’interfaccia semplice da usare.

software WMS silwa di Stesi per Alce Nero: portale di gestione magazzino e merce in conto deposito con menù a tendina

Nell’immagine sotto è presente la dashboard dell’anagrafica articoli, che consente allo user di selezionare il cliente in alto e modificare/aggiungere anagrafiche manualmente o tramite importazione file.

dasboard anagrafica articoli in consignment stock con visibilità di: codice articolo + codice articolo cliente + descrizione articolo + pezzi per collo + colli per pallet + peso lordo e netto + colli per strato + strati per pallet + codice azienda + codice divisione + codice EAN ecc...

dashboard giacenze del conto deposito con visibilità su: proprietario, codice UDC, codice articolo, descrizione articolo, area pick/stock, quantità articoli, quantità colli, codice lotto, data scadenza, ecc...

L’interfaccia semplice di silwa, consente agli operatori di Alce Nero di avere visibilità di tutto, incluse le anagrafiche dei clienti, dei soggetti gestiti dai vari clienti del conto deposito e dei loro fornitori.

anagrafica clienti conto deposito alce nero con: codice + nome + email + url + nome utente + password + costo prelievo collo + costo prelievo UDC + costo ubicazione e picking b2c + vettore + email notifica importazione ecc...

dashboard anagrafica soggetti clienti per conto deposito, con ragione sociale, località, indirizzo, email per DDT ecc...

anagrafica fornitori destinatari per conto deposito con ragione sociale, località, indirizzo, tipologia, telefono ecc...

Nel caso di Alce Nero, la flessibilità del software fornito da Stesi si esprime anche nella gestione di flussi produttivi ad hoc per il conto deposito. Nell’immagine sotto, è visbile la dashboard per la gestione della distinta base (BOM, Bill of Materials) con kit padri e relativi componenti. Il sistema coordina anche le attività di etichettatura e riconfezionamento personalizzato della merce prima che questa venga spedita al cliente finale, ottimizzando i tempi di attraversamento.

dashboard gestione distinta base per consignment stock, con per ogni cliente il codice articolo, l'articolo, stampa distinta in DDT dei quali codice componente cliente, componente, quantità e sequenza

“Per concludere” afferma Elisa, “sotto spunto del Direttore Supply Chain di Alce Nero, abbiamo anche implementato una dashboard per il monitoraggio dei costi e delle tariffe del conto deposito, che permette loro di monitorare attivamente gli introiti di questo modello organizzativo”.

dasboard costi e tariffe consignment stock con: saldo pallet, costi picking e ubicazioni, costo pallet, costi totali ecc...

Alce Nero così diversifica il business in modo intelligence e strategico, aumentando le proprie fonti di introito e azzerando il lead-time di rifornimento.

scarica la brochure del WMS di Stesi

Consignment Stock: le migliori pratiche per il magazzino conto deposito

“Per adottare un modello di magazzino conto deposito, è fondamentale quindi una chiara definizione delle regole di ubicazione. Altra condizione necessaria è sicuramente la standardizzazione delle attività logistiche.” spiega Elisa Modolo “Per avere della merce in conto deposito devi avere dei processi coerenti e standardizzati: se fai tutto su carta o su fogli Excel non funziona, resti senza dei KPI da monitorare costantemente.”

Un software WMS evoluto e ben integrato può gestire fluidamente l’intero ciclo di vita della merce in maniera differenziata, a partire dall’ingresso merce e stoccaggio, fino alla gestione della tracciabilità lotti e l’uscita in spedizione. Si adatta alle diverse esigenze operative dei diversi fornitori, supportando anche flussi a valore aggiunto come il riconfezionamento o l’etichettatura prima della spedizione, senza creare rigidità, garantendo:

  • separazione dei dati e separazione logica di stock differenti;
  • tracciabilità e compliance normativa, rispettando fluidamente logiche FIFO/FEFO;
  • possibilità di inserire configurazioni specifiche e personalizzate;
  • gestione chiara e semplificata delle tariffe;
  • visibilità dedicata, dove l’affidante ha accesso solo alla giacenza della propria merce e non quella di altri fornitori.

Un’azienda che vuole mettere a disposizione spazio del proprio magazzino per ospitare merce altrui, con un WMS può offrire all’affidante dati certi e consultabili in qualsiasi momento, nonché un inventario sempre aggiornato. “D’altro canto, per qualcuno che vuole dare la propria merce in conto deposito, fare affidamento su un operatore logistico terzo che fa uso di strumenti digitali avanzati, ha la certezza di un livello di servizio decisamente superiore.” spiega Elisa.

Come evidenziato da un’analisi di McKinsey (How medtech companies can create value via inventory optimization, 2025), un altro dei più grandi errori strutturali nella gestione dello stock consignment è l’adozione del modello “consign and overstock”, ovvero la tendenza a sovraccaricare il magazzino del cliente per azzerare il rischio di mancate consegne. Questa strategia obsoleta genera un’inflazione artificiale dell’inventario e aumenta drasticamente il rischio di obsolescenza della merce. La vera svolta strutturale, suggeriscono gli analisti, risiede nel creare modelli di conto deposito merce flessibili e predittivi, basati sulle reali necessità di consumo del cliente. Un software WMS evoluto come silwa diventa lo strumento indispensabile per abbandonare l’intuito e ottimizzare i nodi della supply chain.

Per concludere, il magazzino conto deposito, o consignment stock, non è tanto una scelta operativa come un’altra, quanto più una vera e propria risposta strutturale alle complessità della supply chain. È un modello LaaS potente ma complesso, che richiede processi ben definiti, controllo rigoroso e strumenti tecnologici adeguati. Le aziende che sapranno garantire tracciabilità, efficienza e scalabilità, lo faranno combinando organizzazione, tecnologia e integrazione, e saranno quelle in grado di sfruttare appieno le opportunità della logistica contro terzi nei prossimi anni. Se hai dubbi sul miglior modo per gestire merce conto deposito, conosciamoci: puoi prenotare un primo check-up gratuito presso i nostri consulenti logistici in Stesi.

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FAQ: domande comuni sullo stock consignment

Come gestire lo stesso prodotto se è in parte di proprietà e in parte in consignment stock?

È uno dei cortocircuiti più comuni quando si usano gestionali tradizionali. Se la merce di proprietà e quella in conto deposito non vengono isolate correttamente, il rischio è gonfiare artificialmente il valore dell’inventario a bilancio, includendo asset non ancora di proprietà dell’azienda.

La soluzione risiede nella separazione logica e anagrafica nativa nel WMS. Piattaforme specializzate come silwa permettono di gestire questa duplicazione in modo intelligente con: distinzione a livello di anagrafica (il sistema distingue il prodotto con codici articolo dedicati, isolando lo stock di proprietà da quello in conto deposito); segregazione delle Unità di Carico UDC (a livello fisico la merce in conto deposito e quella di proprietà mantengono la propria identità e non vengono mai mischiate all’interno dello stesso pallet o collo). In questo modo, gli operatori mantengono la massima fluidità e visibilità visiva per il prelievo, ma l’impatto finanziario sull’ERP viene isolato. Il passaggio di proprietà e la relativa fatturazione scattano in automatico solo al momento dell’effettivo utilizzo (es. al prelievo dell’UDC o alla lettura del barcode).

Offrire il deposito merci conto terzi rischia di bloccare la liquidità o svuotare gli altri canali di vendita?

Sì, spedire grandi volumi di merce presso il magazzino dell’acquirente senza un monitoraggio costante significa immobilizzare capitale in stock “dormiente”. Peggio ancora, si rischia il conflitto di canale: vincolare troppe SKU in un conto deposito poco dinamico può causare rotture di stock (stockout) sui canali diretti, come il proprio e-commerce B2B o B2C, che invece stanno performando bene. Per proteggere i margini ed evitare la cannibalizzazione dello stock, la tecnologia WMS offre un monitoraggio dei tassi di rotazione (analizza in tempo reale la velocità di consumo della merce per ogni singolo cliente, bloccando i riassortimenti automatici se l’invenduto è troppo alto); e offre logiche di allocazione omnicanale (dialogando con le piattaforme di vendita come Shopify o l’ERP, definendo scorte di sicurezza intoccabili per i canali diretti, spedendo in consignment stock solo il surplus ottimizzato).

Qual è la differenza tra conto deposito e conto vendita?

Entrambi i modelli lasciano la proprietà della merce all’owner fino alla vendita, ma cambiano il contesto operativo. Il conto vendita è una strategia puramente commerciale legata al retail e ai negozi al dettaglio, dove la gestione logistica è minima. Il conto deposito è invece un’operazione di supply chain complessa e tipica del B2B, in cui grandi volumi di merci o materie prime vengono stoccati direttamente nel magazzino del cliente industriale o del partner logistico, richiedendo un software WMS avanzato per governare scadenze, lotti e tracciabilità.

Qual è la differenza tra Consignment Stock e VMI (Vendor Managed Inventory)?

Entrambi i modelli prevedono che il proprietario mantenga la proprietà della merce presso il cliente, ma con differenze operative chiave. Nel consignment stock l’owner possiede la merce ma il cliente decide quando e quanto prelevare, attivando la fatturazione. Nel VMI (Vendor Managed Inventory) il proprietario monitora i consumi del cliente e rifornisce automaticamente in base a livelli di stock predefiniti, mantenendo sia proprietà che responsabilità del riordino. Quindi in sintesi: nel VMI l’owner ha anche il controllo decisionale sui rifornimenti, entre nel consignment stock ha solo la proprietà fino al prelievo.

Quali sono le regole fiscali e IVA in un magazzino conto deposito?

Nel caso di deposito merce conto terzi la proprietà della merce resta dell’owner fino al consumo. La fattura si emette solo al momento del prelievo effettivo della merce da parte del cliente, non quando viene consegnata fisicamente. La spedizione richiede un DDT (Documento di Trasporto) con causale “conto deposito” per certificare che non c’è ancora un passaggio di proprietà. Dopodiché il cliente deve tracciare la merce del proprietario in un registro di carico/scarico separato dal proprio inventario. Data la complessità delle normative internazionali e settoriali, è sempre necessario il supporto di un consulente fiscale specializzato.

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