La convergenza tra il mondo digitale e quello fisico è diventata ormai una delle tendenze fondamentali per la trasformazione digitale delle imprese. Pensiamo ai termostati intelligenti, ai braccialetti ‘fitness tracker’ o alle applicazioni dell’IoT nella logistica e nella gestione delle flotte, che ci informano su quando arriveranno i nostri pacchi: l’IoT (o Internet delle Cose) è ormai parte integrante della vita dei consumatori e delle operazioni delle imprese.

Non è difficile immaginare come la nascita dell’IoT abbia rivoluzionato anche la gestione della logistica, in particolare il modo in cui le organizzazioni monitorano, analizzano e ottimizzano le operazioni. In quest’articolo sarà Giovanni Gallo, Team Manager di Stesi esperto in sviluppo software e flussi logistici, a spiegarci cos’è e come funziona l’IoT nella logistica e supply chain, nonché tutti i pro e contro del suo impiego.

Cos’è l’Internet of Things (IoT)?

L’Internet delle cose (IdC), dal termine inglese Internet of Things (IoT), si usa nell’ambito dell’informatica per indicare l’applicazione di internet al mondo degli oggetti, che ottengono una sorte di “identità digitale” in modo da poter comunicare con altri oggetti connessi alla rete.

In sostanza, l’IoT è un concetto che ruota attorno all’idea di collegare a Internet oggetti di uso quotidiano (come dispositivi o sensori), consentendo loro di raccogliere e scambiare dati in modo autonomo.” spiega Giovanni. Questa rete interconnessa di oggetti intelligenti forma un vasto sistema che rende possibili il monitoraggio in tempo reale, l’analisi dei dati e il miglioramento del processo decisionale. “Le implicazioni dell’IoT vanno oltre la mera comodità, perché promettono di rivoluzionare i settori industriali (incluso quello legato alla gestione della supply chain) al fine di migliorarne la visibilità, l’efficienza e le prestazioni operative” conclude il nostro Team Manager.

Come funziona l’IoT?

“Detto molto in breve, l’Internet of Things opera attraverso dei dispositivi fisici connessi tra loro che raccolgono dati di campo, li trasmettono e li trasformano in informazioni utili per prendere decisioni operative e strategiche“. In ambito supply chain significa, ad esempio, avere pallet o mezzi dotati di sensori che comunicano in tempo reale posizione, stato e condizioni ambientali, oppure linee produttive capaci di auto-monitorarsi per prevenire fermi macchina. Per andare più nello specifico sul suo reale funzionamento, l’architettura IoT si basa tipicamente su un modello a 7 livelli (che non costituisce un modello standard, ma una semplificazione diffusa) che segue come il dato nasce, viaggia e genera valore.

Livelli dell'infrastruttura IoT: livello fisico, livello rete, livello edge, livello middleware, livello applicativo, livello business service, livello sicurezza“Si parte sempre dal Physical Layer,” spiega Giovanni, “dove i sensori raccolgono informazioni dal mondo reale (temperatura, posizione, stato delle merci).” Si passa poi per il Network Layer che garantisce la connettività tramite tecnologie come Wi-Fi, 5G, ecc… Un ruolo cruciale è svolto dal Fog/Edge Layer, dove avviene l’elaborazione locale dei dati per ridurre latenza e traffico verso il cloud. A seguire, il Middleware Layer integra e normalizza i dati provenienti da dispositivi eterogenei, rendendoli pronti per essere utilizzati.

Ma è nei livelli superiori il dato si trasforma in valore per il business: l’Application Layer abilita servizi effettivi (come il tracciamento degli asset o l’ottimizzazione dei flussi nella logistica di magazzino), mentre il Business Service Layer supporta le decisioni strategiche grazie a strumenti di analytics e business intelligence. Infine c’è la Security che, trasversale a tutti i livelli, garantisce la protezione dell’infrastruttura.

L’IoT nella logistica: tutti i benefici

L’integrazione dell’Internet of Things (IoT) sta inaugurando un’era trasformativa nella gestione della supply chain. Sta cambiando completamente il modo in cui le aziende monitorano, analizzano e ottimizzano le proprie operazioni attraverso una visibilità e un controllo senza precedenti. Come evidenziato nello studio di Sallam, Mohamed e Wagdy (2023) intitolato “Internet of Things (IoT) in Supply Chain Management: Challenges, Opportunities, and Best Practices”, l’uso di dispositivi dotati di sensori e l’analisi dei flussi di dati da loro raccolti, consente di potenziare domini critici quali la gestione dell’inventario, il tracciamento degli asset, il monitoraggio della catena del freddo e l’ottimizzazione dei percorsi. Questi applicativi non si limitano a migliorare l’efficienza operativa, ma offrono benefici tangibili nella riduzione dei costi e nel progresso verso una sostenibilità ambientale di lungo periodo. Vediamo di seguito tutte le applicazioni dell’IoT nella logistica e nella gestione della catena di approvvigionamento.

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1. Gestione delle scorte con l’IoT

L’integrazione delle tecnologie IoT nella gestione delle scorte ha inaugurato tutto un nuovo metodo di controllo in tempo reale sulle giacenze. I sistemi di gestione delle scorte basati sull’IoT sfruttano dei sensori particolari chiamati tag RFID (Radio-Frequency Identification) e vari dispositivi per monitorare lo stato, la posizione e il movimento delle merci lungo l’intera catena di approvvigionamento.

“Vale la pena sottolineare che uno dei principali vantaggi dell’IoT nella gestione dell’inventario è l’eliminazione dell’effetto scatola nera” puntualizza Giovanni Gallo. “Quello che spesso succedeva tradizionalmente, era che l’inventario entrava in una sorta di ‘punto cieco’ rendendo il tracciamento parziale o totalmente assente”. Con l’IoT, invece, ogni articolo o viene etichettato con un tag RFID o viene dotato di sensori IoT. Man mano che le merci si spostano (dagli stabilimenti di produzione fino al negozio), i dati provenienti da questi sensori forniscono preziose informazioni sulla loro ubicazione, sulle loro condizioni e addirittura sulla velocità con cui vengono vendute. Questa visibilità in tempo reale consente di:

  • rispondere ai cambiamenti della domanda grazie a previsioni più accurate derivate dall’analisi dei dati storici;
  • mantenere un livello di scorta ottimale, evitando l’esaurimento delle scorte o le eccedenze;
  • ottimizzare i propri livelli di inventario;
  • migliorare l’evasione degli ordini garantendo prontamente le disponibilità;
  • ridurre i costi di gestione.

“Inoltre,” continua il nostro software developer “i sensori IoT possono monitorare le condizioni ambientali (come temperatura e umidità) per merci sensibili come prodotti farmaceutici o articoli deperibili”. In caso di deviazioni, possono essere attivati avvisi automatici, consentendo azioni correttive immediate e prevenendo così il deterioramento della merce.

Tag RFID NFC

2. Gestione e tracciamento degli asset

Con l’arrivo dell’IoT, si può dire senza timori che la gestione delle risorse (veicoli, attrezzature, merce, persone, container di spedizione, merce ad alto valore) ha subito una vera e propria rivoluzione. Se prima il loro monitoraggio avveniva attraverso processi manuali fortemente soggetti a errori, ora tecnologie IoT come il GPS e l’RFID permettono di ottenere una visibilità in tempo reale sulla posizione, lo stato e le condizioni di tutti gli asset.

“Una delle principali applicazioni dell’IoT nel tracciamento delle risorse è nel campo della gestione delle flotte” spiega Giovanni. “Le aziende che fanno affidamento sui trasporti come parte fondamentale delle loro operazioni logistiche possono ora utilizzare dispositivi connessi all’IoT per monitorare la posizione precisa dei veicoli, la loro velocità e persino il consumo di carburante”. I benefici dei dati raccolti dai localizzatori GPS sono grosso modo i seguenti:

  • l’ottimizzazione dei percorsi;
  • la riduzione dei costi di carburante;
  • la riduzione dei tempi di consegna e soddisfazione del cliente;
  • il miglioramento della sicurezza (es.: rischio di furto).

3. Monitoraggio della catena del freddo

In settori come quello Farmaceutico, Alimentare e Sanitario, il mantenimento dell’integrità e della sicurezza dei prodotti sensibili alla temperatura è fondamentale. Sono ambiti dove il controllo della catena del freddo (o cold chain) è altamente critico, soprattutto quando vanno trasportate e stoccate merci sensibili alla temperatura (es.: vaccini, prodotti alimentari deperibili, medicinali, …). Durante le loro movimentazioni, qualsiasi deviazione dall’intervallo di temperatura dovuto può portare al deterioramento del prodotto, a una ridotta efficacia o, nei casi peggiori, a rischi per la salute.

“In questo contesto i sensori IoT e i data logger svolgono un ruolo centrale nel monitoraggio della catena del freddo.” spiega Giovanni Gallo. “I sensori vengono posizionati all’interno di container, camion refrigerati o strutture di stoccaggio per monitorarne continuamente temperatura, umidità e altre condizioni ambientali. I dati raccolti vengono trasmessi a una piattaforma software, attivando degli allert nel momento in cui la temperatura raggiunge una condizione deleteria per le merci sensibili. Questo permette alle aziende di intervenire tempestivamente per garantire la sicurezza del consumatore e dimostrare conformità ai requisiti normativi.

Iot supply chain: macchinario per imballaggio in funzione

4. Manutenzione predittiva con l’IoT

A rappresentare una rivoluzione rispetto le pratiche tradizionali di manutenzione dei macchinari (che si basavano o su programmi fissi o su interventi attivati solo in caso di guasto) è certamente la manutenzione predittiva. Attraverso l’analisi dei dati e algoritmi di apprendimento, è possibile prevedere quando i macchinari potrebbero presentare guasti. Le aziende possono così ridurre i fermi macchina, ottimizzare le prestazioni e aumentare la durata delle apparecchiature.

Al centro della manutenzione predittiva ci sono i sensori e dispositivi IoT, che raccolgono dati sullo stato delle risorse (es.: temperatura, vibrazioni, pressione e usura). Questi sensori trasmettono dati in tempo reale a un sistema informativo (tipicamente un software MES), dove vengono analizzati per identificare eventuali segnali di guasti imminenti, caso in cui gli operatori di manutenzione ricevono degli avvisi puntuali che consentono loro di programmare le attività di manutenzione durante tempi di inattività pianificati (o comunque prima che si verifichi un guasto). I vantaggi dei dispositivi IoT nella manutenzione predittiva sono notevoli:

  • riduzione dei tempi di fermo, nonché dei costi e disagi correlati;
  • prolungamento della durata di vita dei macchinari;
  • miglioramento dell’allocazione delle risorse destinate alla manutenzione (anziché attenersi a programmi fissi, gli operatori possono concentrarsi solo sulle attrezzature che necessitano realmente di attenzione).

4. Visibilità lungo tutta la supply chain

“Come abbiamo visto, i dispositivi IoT fungono da occhi e orecchie per tracciare oggetti fisici o informazioni lungo l’intera catena di approvvigionamento.” spiega il nostro software developer. “È questa nuova visibilità che permette alle aziende di prendere decisioni informate e ottimizzare i processi”. Tecnologie GPS, RFID o sensori vengono strategicamente distribuite lungo la supply chain per acquisire dati in vari punti, inclusi stabilimenti di produzione, centri di distribuzione, veicoli di trasporto e persino negozi al dettaglio. I dati raccolti dai prodotti etichettati con tag RFID, per esempio, vengono trasmessi a una piattaforma centrale dove vengono aggregati, elaborati e presentati in un’interfaccia intuitiva.

Nell’industria Alimentare, la visibilità della catena di distribuzione basata sull’IoT consente la tracciabilità dei lotti, aspetto quanto più fondamentale per individuare l’origine dei prodotti in caso di richiami. “Non dimentichiamo anche un altro enorme vantaggio: la visibilità della supply chain migliora la soddisfazione dei clienti nel momento in cui l’azienda fornisce loro informazioni sullo stato degli ordini e delle consegne, grazie alle quali si crea fiducia e si favorisce la fidelizzazione” aggiunge Giovanni.

6. Ottimizzazione dei percorsi

Un’altra applicazione interessante dell’IoT nella logistica è l’ottimizzazione dei percorsi su strada. Sfruttando una rete di sensori e GPS, è possibile conoscere le condizioni del traffico, il tempo meteorologico, le prestazioni dei veicoli, il comportamento dei conducenti e le infrastrutture stradali. Grazie a questi dati raccolti è possibile adeguare dinamicamente i percorsi per evitare congestioni di traffico, condizioni meteorologiche avverse o altri ostacoli o difficoltà. Questo instradamento dinamico tramite tecnologie IoT permette di:

  • ridurre i tempi di percorrenza, le distanze e i tempi di inattività;
  • ridurre il consumo di carburante;
  • perfezionare le consegne;
  • ridurre l’impatto ambientale e facilitare l’adeguamento a requisiti normativi.

Iot logistica: carrello gelocalizzato viaggia in magazzino

7. Riduzione dei consumi e sostenibilità

I sensori IoT, nella loro capacità di monitorare l’uso di energia, di acqua e di materie prime nelle varie fasi della supply chain, contribuiscono alla riduzione degli sprechi e alla sostenibilità aziendale. Una raccolta e analisi puntuale di questi aspetti consente alle organizzazioni di identificare le aree di inefficienza e di attuare misure per ridurre gli sprechi, permettendo loro adottare pratiche trasparenti e responsabili. Questo vale sia nei reparti di produzione, sia in magazzino e nei trasporti.

“Ad esempio,” conclude Giovanni Gallo, “in settori come la Moda e l’Elettronica, l’IoT contribuisce a garantire pratiche responsabili di approvvigionamento e smaltimento, tracciando il ciclo di vita di prodotti e materiali”.

IoT nella logistica: criticità e migliori pratiche

L’adozione dell’IoT nella supply chain deve affrontare ostacoli significativi. “Prima fra tutti” spiega Giovanni Gallo “è la mancanza di interoperabilità tra sistemi proprietari chiusi”. Con la presenza di soluzioni IoT da produttori diversi, ciascuno con i propri linguaggi e protocolli di comunicazione, il rischio è quello di avere un ecosistema tecnologico frammentato pieno di silos informativi difficili da integrare. “Per questo motivo è importante assicurarsi di scegliere un fornitore che sia anche un System Integrator, ovvero sia un integratore di sistemi esperto come Stesi, che sia in grado di far comunicare ciascun dispositivo con i sistemi informativi di supervisione” continua il nostro software developer. A questo si aggiunga anche che la grandissima mole di informazioni raccolte da fonti diverse necessita di un’infrastruttura dati robusta e scalabile, in grado di sostenere il grande afflusso di dati e i conseguenti terabyte generati. Buone pratiche di data management, inoltre, permettono alle aziende di filtrare il ‘rumore’ e concentrarsi solo sulle informazioni rilevanti.

Aspetto critico che viene molto spesso sollevato quando si parla di tecnologie IoT, è certamente quello della cybersicurezza. “Rappresenta una preoccupazione cruciale poiché la proliferazione di endpoint aumenta sostanzialmente i punti di vulnerabilità per potenziali attacchi informatici” afferma Giovanni. Anche in questo caso, miglior pratica per scongiurare il rischio è affidarsi a un partner esperto in sistemi informatici, che si assicuri di crittografare i dati, fare audit di sicurezza e implementare meccanismi di autenticazione per proteggere la grande mole di dati che viene trasmessa in continuazione. Sotto questo aspetto va anche citata la sfida della privacy: l’acquisizione di dati di varia natura, implica anche la raccolta di informazioni sensibili riguardo dipendenti, clienti e partner. Come sottolinea bene Giovanni Gallo, le aziende devono assicurarsi di anonimizzare e aggregare i dati, di modo tale da garantire la privacy di tutte le parti coinvolte e instaurare con loro un rapporto di fiducia e trasparenza.

“Altra sfida che affrontiamo spesso con i nostri clienti” continua il nostro Team Manager “è quella della resistenza culturale interna. L’implementazione di una qualsiasi nuova tecnologia (IoT, software, automazioni, …), non è un mero progetto ristretto al reparto IT, rappresenta una trasformazione profonda dell’intero modello operativo aziendale”. Per questo motivo l’azienda deve assicurarsi di adottare buone pratiche di change management e formazione per scongiurare eventuali pregiudizi o resistenze contro la nuova tecnologia. Anche in questo caso la chiave è la comunicazione e la trasparenza con operatori, operatrici e stakeholder, perché comprendano le ragioni del cambiamento e percepiscano i benefici concreti per tutti.

Caso studio: Alpla e l’uso di dispositivi IoT nella logistica

Iot logistica: muletto carica pallet tracciato con tag RFID nel magazzino AlplaUn caso concreto che dimostra il valore dell’IoT nella logistica è quello sviluppato da Stesi per Alpla, realtà internazionale del packaging in plastica. Nell’impianto di Alpla sono stati impiegati sensori IoT, dispositivi RTLS (Real Time Location System) e piattaforme software integrate (come WMS e MES) che lavorano insieme per raccogliere e orchestrare dati in tempo reale su merci, mezzi e processi. L’azienda ottiene così una visibilità operativa estremamente precisa: ogni asset viene localizzato con accuratezza, ogni movimento è tracciato e ogni attività logistica può essere analizzata con KPI precisi e ottimizzata. Nello stabilimento di PortSunlight, dei tag RFID sono stati applicati sui bancali. Sulle stazioni di produzione e sulle baie di carico sono presenti dei lettori RFID, così è sempre possibile sapere cosa entra o esce.

“L’aspetto più innovativo, però, trovo che sia il passaggio a una supply chain sostenibile” evidenzia Giovanni. “Grazie all’IoT, Alpla è in grado di tracciare l’intero ciclo di vita dei materiali (inclusa la plastica riciclata) attribuendo loro un’identità digitale e rendendone visibile il valore lungo tutta la filiera“. Questo approccio abilita nuovi modelli di gestione ESG, in cui le performance ambientali (consumi, emissioni, efficienza dei flussi) sono misurate e governate.

IoT nella logistica: Supply Chain Management impeccabile

In conclusione, l’integrazione dell’Internet of Things nella logistica e supply chain rappresenta una trasformazione strategica imprescindibile per chi punta all’eccellenza operativa. I benefici che si documentano sono sia tangibili (migliore efficienza operativa, aumento della marginalità aziendale, maggiore visibilità sulla catena di fornitura, riduzione dei consumi, …), sia intangibili (maggiore fiducia e soddisfazione dei clienti, lavoro semplificato per operatori e operatrici, vantaggio competitivo, maggiore sicurezza sul posto di lavoro, migliore reputazione del brand, …).

Ma quale sarà il futuro di questa tecnologia? Secondo il nostro Team Manager Giovanni Gallo: “L’integrazione di Edge Computing e connettività 5G/6G abbatterà la latenza offrendo risposte in tempi molto più brevi, mentre l’adozione della Blockchain e di modelli AI garantirà trasparenza e previsioni della domanda molto più accurate”. Il futuro dell’IoT include anche l’uso del Quantum Computing per risolvere sfide di ottimizzazione oggi impossibili e la creazione di Digital Twin per simulare strategie di risposta a eventuali crisi. “Aggiungerei anche in ultima analisi,” conclude Giovanni, “che il successo di questa trasformazione risiederà sempre più nella capacità di implementare un’infrastruttura etica e sostenibile, dove la tecnologia rafforza la collaborazione uomo-macchina”.

Ogni catena logistica ha le sue sfide uniche. Se vuoi capire quali sensori IoT possono davvero ridurre i tuoi costi operativi e come integrarli con gestionali o software di supervisione, conosciamoci. Prenota un primo check-up gratuito per farti guidare sulla soluzione che più si adatta ai bisogni della tua azienda.

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FAQ – IoT logistica

Quali protocolli di comunicazione servono all’IoT?

La scelta dei protocolli in ambito IoT (Internet of Things) è alquanto vasta: soluzioni leggere come MQTT e CoAP sono tipicamente ideali per dispositivi a bassa potenza, mentre tecnologie come AMQP o HTTP/WebSocket rispondono a esigenze di affidabilità e comunicazione real-time. “Per la connettività,” continua il nostro software developer Giovanni, “protocolli come LoRaWAN, NB-IoT o Zigbee permettono di adattarsi a diversi scenari logistici, dall’automazione di magazzino alla gestione di flotte distribuite.”

Quali sono degli esempi di dispositivi IoT?

Alcuni esempi di tecnologie IoT includono: sensori di temperatura (es.: per il monitoraggio di container refrigerati); sensori di posizione (es.: GPS per localizzare le risorse); sensori di umidità (es.: monitoraggio della qualità degli alimenti); sensori di vibrazione (es.: manutenzione predittiva per macchinari); sensori di pressione (es.: per il monitoraggio del livello di liquido nei serbatoi); sensori per il gas (es.: per il monitoraggio delle fughe di gas), e molti altri.

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